Denada Jushi
La scena sconvolgente di ieri a Tirana, di fronte all'ospedale "Madre Teresa", che ieri ha visto le fiamme avvolgere un intero edificio in pochi istanti, è un evento di cui si era parlato e che, purtroppo, si ripete.
Il primo momento cruciale dell'evento è stata la rapida evacuazione dei residenti, che ha impedito una tragedia.
I vigili del fuoco hanno svolto un lavoro quasi eroico, considerando che non dispongono nemmeno dei dispositivi di protezione individuale più elementari per la loro sopravvivenza durante interventi di questo tipo.
Qualche ora dopo, altri due elicotteri Cougar sono stati impiegati per supportare i vigili del fuoco, ma le riprese dei droni hanno mostrato l'inefficienza prevedibile in casi simili.
Ancora oggi, a quasi 24 ore di distanza, le circostanze in cui è scoppiato l'incendio, che ha distrutto l'intera facciata esterna dell'appartamento, rimangono poco chiare.
Secondo i dati del Centro Ospedaliero, ieri 8 persone, tra cui 6 vigili del fuoco e 2 civili, sono state trasportate e hanno ricevuto cure ospedaliere.
Una volta spente le fiamme, ciò che rimane visibile è un danno materiale considerevole.
Secondo le prime informazioni, la polizia sospetta che l'incendio sia divampato al primo piano e si sia rapidamente propagato ai piani superiori attraverso la facciata esterna.
Ciò che ha colpito è stata la velocità con cui la facciata si è sgretolata, evidenziando ancora una volta il problema delle facciate nelle nuove costruzioni.
"ACQJ", nel 2025, nella ricerca "Facciate in fiamme"Ciò ha destato preoccupazione tra gli esperti, che hanno chiaramente evidenziato il pericolo rappresentato dai materiali utilizzati negli ultimi anni nelle nuove costruzioni nella capitale.
Nelle nuove costruzioni si utilizzano materiali isolanti come il polistirene (EPS - polistirene espanso) o altri materiali simili, che possono presentare rischi elevati.
Secondo l'ingegnere Eraldo Pampuri, il polistirene è un materiale infiammabile e può contribuire alla propagazione degli incendi.
"Nell'edilizia moderna, il polistirolo è spesso rivestito con strati protettivi, ma se questi strati vengono danneggiati o trascurati durante la costruzione, possono crearsi dei pericoli. Gli incendi che coinvolgono il polistirolo possono rilasciare fumi tossici, tra cui monossido di carbonio e altri gas velenosi, che mettono a rischio la vita dei cittadini."
Ma la storia non finisce qui. Secondo una lettera dell'Associazione albanese dei geometri, questa preoccupazione era già stata sollevata in Parlamento albanese nel marzo 2024, ma ad oggi non c'è stata alcuna reazione, né da parte del Parlamento, né del Comune, né delle istituzioni, non solo per questo caso specifico, ma anche per casi precedenti.

Non è stato specificato se i lavori siano stati ispezionati, né se vi siano state reazioni in merito all'approvazione dell'impianto o alla responsabilità diretta delle istituzioni.
Shkëlqim Goxhaj, direttore dei vigili del fuoco di Tirana, ha rilasciato una dichiarazione ai media, spiegando le cause dell'incendio nell'edificio di 12 piani vicino all'ospedale "Madre Teresa". Ha ammesso che l'incendio è divampato in un'attività commerciale al primo piano dell'edificio e che la facciata ha contribuito alla propagazione delle fiamme.
Ciò che rende ancora più grave quanto accaduto ieri nella capitale è la reazione delle autorità.
In primo luogo, la presenza sul posto del Ministro dell'Interno, il signor Lamallari, ma senza alcuna azione concreta né chiarezza su cosa potesse fare in merito all'accaduto, è sembrata più una forma di propaganda che un aiuto reale.
La reazione del prefetto di Tirana, Shkëlqim Hajdari, il quale ha affermato di non essere affatto preoccupato per il luogo in cui i cittadini trascorreranno la notte, dato che hanno parenti, è stata, per lo meno, negligente, ma anche un segno di una radicata arroganza del governo.
Oggi il Primo Ministro Rama ha reagito, cercando di presentarsi come il risolutore di un problema privato tra i cittadini e il costruttore, promettendo che quest'ultimo avrebbe ricostruito il palazzo da zero, ma senza attribuire alle istituzioni la responsabilità del fallimento dei lavori di costruzione nella capitale.
L'allarme per questi eventi previsti suona da almeno 4 anni, ma in Albania, a quanto pare, nessuno si assume la responsabilità. In casi come questo, bisogna ammettere che la fortuna è stata dalla parte degli abitanti e ha almeno risparmiato loro la vita, mentre il lavoro di una vita intera è andato in fumo in pochi secondi.
La domanda che rimane aperta è: fino a che punto?acqj.al