Genti Kromidha, Istituto per la Conservazione della Natura in Albania
La Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha dimostrato ancora una volta il suo ruolo di custode della biodiversità europea.
Il 5 marzo 2026, la Corte di giustizia ha emesso una sentenza storica contro il Portogallo, imponendo una multa di 10 milioni di euro e una sanzione giornaliera di 41,250 euro per la mancata osservanza degli obblighi previsti dalla Direttiva Habitat. Nonostante una sentenza del 2019 che imponeva la designazione e la protezione di 61 siti Natura 2000, il Portogallo non ha adottato misure adeguate per la tutela della natura.
"La legislazione adottata dal Portogallo, che si limita a denominare i SIC come ZAC, senza specificare né le tipologie di habitat naturali né le specie protette presenti in ciascuno di essi, rimane insufficiente…«», è stato citato nel comunicato stampa della CGUE su questa questione.
La Direttiva Habitat (1992) e la Direttiva Uccelli (2009) costituiscono la spina dorsale della politica dell'UE in materia di biodiversità, dando vita alla rete Natura 2000, la più grande rete ecologica al mondo. Gli Stati membri sono tenuti a dichiarare i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) come Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e ad adottare misure di gestione per garantirne uno stato di conservazione favorevole.
Questa decisione sottolinea l'impegno dell'UE a garantire che la tutela della biodiversità non sia simbolica, ma operativa. Sottolinea il principio secondo cui le dichiarazioni giuridiche devono essere accompagnate da piani di gestione concreti, meccanismi di monitoraggio e di applicazione. Senza chiari obiettivi di conservazione e misure di gestione adeguate, le aree protette rimangono vulnerabili al degrado.
Il caso portoghese non è isolato. La Corte di giustizia dell'Unione europea è intervenuta ripetutamente quando gli Stati membri trascurano i propri obblighi ai sensi delle direttive Habitat e Uccelli:
- Grecia (2016, Baia di Kyparissia) – La Corte condanna la Grecia per non aver protetto i siti di nidificazione della tartaruga in via di estinzione Caretta caretta.
- Polonia (2018, Foresta di Białowieża) – Il tribunale ha vietato il taglio degli alberi in una delle ultime foreste naturali vetuste rimaste in Europa, proteggendo habitat e specie da danni irreversibili.
- Spagna (2021, Paludi di Doñana) – La Spagna è stata ritenuta responsabile di violazione del diritto comunitario per l'eccessivo prelievo di acque sotterranee che minaccia gli uccelli migratori in un'area Natura 2000.
- Irlanda (2023, Atlantic RDA) – L'Irlanda è stata criticata per i ritardi nella dichiarazione e nella gestione delle aree speciali di conservazione.
Queste decisioni hanno costantemente dimostrato la prontezza e la volontà dell'UE di imporre sanzioni quando gli Stati membri non rispettano i propri obblighi, garantendo l'integrità della rete Natura 2000.
La recente sentenza contro il Portogallo serve anche da monito sulle conseguenze del mancato rispetto degli obblighi in materia di biodiversità. Per l'Albania, nel suo percorso verso l'adesione all'UE, questa sentenza dovrebbe essere vista come un invito all'azione. Il nostro Paese possiede una straordinaria biodiversità che si trova ad affrontare rischi simili a quelli individuati in Portogallo, tra cui una gestione inadeguata e un'applicazione insufficiente del quadro giuridico.
Negli ultimi anni, le modifiche alla legge sulle aree protette in Albania hanno aperto le porte allo sviluppo all'interno di aree chiave per la conservazione della natura, minando lo scopo stesso della loro tutela. Allo stesso modo, la nuova legge sulla caccia ha sollevato serie preoccupazioni per la conservazione delle specie, potenzialmente in conflitto con le direttive UE che richiedono misure di protezione rigorose per la fauna vulnerabile. Questi cambiamenti legislativi dimostrano una preoccupante tendenza a privilegiare gli interessi economici a breve termine rispetto all'integrità ecologica a lungo termine.
Nonostante il sostegno dell'UE attraverso iniziative come EU4Nature, i progressi nella designazione dei siti Natura 2000 sono stati limitati. Questa lentezza ritarda l'allineamento dell'Albania agli standard europei e indebolisce la connettività ecologica regionale, essenziale per la coerenza della rete Natura 2000.
Alla base di queste sfide vi sono significative lacune conoscitive sulla distribuzione degli habitat e delle specie. Senza dati affidabili, è difficile elaborare piani di gestione efficaci o monitorare i risultati delle attività di conservazione. Questo problema è aggravato dalla mancanza di capacità istituzionale: gli enti responsabili della conservazione continuano a essere sottofinanziati e con personale insufficientemente formato, il che limita la loro capacità di far rispettare le leggi, coinvolgere le comunità e soddisfare i requisiti dell'UE.
Nel loro insieme, questi problemi evidenziano l'urgente necessità per l'Albania di intensificare i propri sforzi per la tutela della natura. La decisione contro il Portogallo dimostra che le istituzioni dell'UE agiranno con decisione quando gli Stati membri non rispetteranno i propri obblighi.
Per l'Albania, questo rappresenta al contempo un monito e un'opportunità: affrontando le lacune legislative, accelerando la designazione delle aree Natura 2000 e investendo nella capacità istituzionale, il Paese può evitare future sanzioni e posizionarsi come partner affidabile nella strategia europea comune per la biodiversità.
Secondo l'Istituto per la Conservazione della Natura in Albania (INCA), i recenti sviluppi a livello europeo rappresentano un chiaro segnale dell'importanza di una reale attuazione delle politiche di conservazione. L'organizzazione sottolinea che la tutela della natura non può rimanere solo a livello dichiarativo, ma deve essere misurabile, attuabile e sostenibile nella pratica.
In tale contesto, ha sottolineato la necessità di un approccio istituzionale più incisivo, in cui le misure di tutela della natura vadano oltre la mera dichiarazione formale di aree protette. Il coinvolgimento delle comunità locali nella gestione di queste aree e il rafforzamento della cooperazione regionale sono elementi chiave per il reale funzionamento della rete Natura 2000.
Il documento sottolinea inoltre l'importanza di creare le condizioni affinché gli esperti locali possano affrontare i problemi e proporre soluzioni in modo indipendente, senza influenze politiche o amministrative. Secondo l'INCA, le recenti sentenze della Corte di giustizia dell'UE dimostrano che la mancata attuazione degli obblighi in materia di biodiversità può comportare conseguenze concrete e richiedere una risposta rapida e professionale.
L'organizzazione sottolinea inoltre la necessità di migliorare i quadri di governance e rafforzare le capacità istituzionali, al fine di garantire il rispetto delle direttive UE e l'effettiva attuazione delle misure di conservazione della natura.acqj.al