Il debito pubblico, uno dei principali ostacoli all'integrazione europea

Il debito pubblico albanese non è solo un dato sulla carta, ma un vero e proprio ostacolo allo sviluppo economico e all'integrazione europea. Sebbene sia sceso rispetto ai picchi della pandemia, il suo livello rimane tra i più alti nei Balcani occidentali. Il rapporto 2025 della Commissione europea avverte che senza disciplina fiscale e riforme strutturali, il percorso verso l'UE rimane incerto.

Denada Jushi

Il debito pubblico continua a rappresentare una sfida con conseguenze per i cittadini, ma anche per lo sviluppo economico e il percorso verso l'Unione Europea. Secondo la Relazione 2025 della Commissione Europea, il debito pubblico del Paese si attesta intorno al 53.5% del PIL, posizionando l'Albania tra i Paesi con il livello più alto nei Balcani occidentali, dopo il Montenegro (58.6%).

Un onere di questo tipo dimostra le difficoltà del governo nel gestire le finanze pubbliche e nel garantire la stabilità fiscale, un elemento chiave per il progresso nei negoziati di adesione all'UE.

Nel 2013, il debito pubblico albanese si attestava intorno al 70.5% del PIL, un livello elevato per una piccola economia esposta a rischi esterni. Nel 2015, il debito ha raggiunto il picco storico del 73.7% del PIL.

Fu questo il momento in cui la gestione del debito divenne un importante argomento politico ed economico, mettendo a dura prova la capacità dello Stato di bilanciare la spesa con le esigenze di emergenza della popolazione.

Dal 2016 al 2019, il debito ha iniziato una graduale riduzione, passando da circa il 72% al 66.5% del PIL, grazie alle politiche di consolidamento e alla crescita economica che hanno parzialmente stabilizzato la situazione. La Commissione europea cita questo periodo come un relativo miglioramento, ma sottolinea che i progressi non sono stati sostenibili e hanno continuato a essere influenzati dalle fluttuazioni economiche.

Nel 2020, il debito pubblico è aumentato significativamente, raggiungendo il 75.9% del PIL, a causa della pandemia di COVID-19 e della spesa emergenziale. Quest'anno è considerato un record negativo storico. Nel 2021, il debito è rimasto elevato, intorno al 74.5%, riflettendo ancora gli effetti della crisi sanitaria ed economica.

Dal 2022 al 2025, il rapporto debito/PIL ha registrato un graduale calo:

• 2022: 67%
• 2023: 62%
• 2024: 58.5%
• 2025: 53.5%

Nonostante la tendenza sia positiva, la Commissione europea sottolinea che il livello del debito pubblico resta elevato rispetto ai paesi della regione, classificando l'Albania tra i paesi con il più pesante onere fiscale nei Balcani occidentali.

In relazione alla regione, l'Albania si colloca al secondo posto, dopo il Montenegro (58.6%). Altri Paesi registrano livelli inferiori: Macedonia del Nord (50.3%), Serbia (43%), Bosnia-Erzegovina (26.4%) e Kosovo (16%). Questo confronto mostra che, nonostante i miglioramenti, l'Albania rimane al di sopra della media regionale, a indicare che la strada da percorrere per il nostro Paese è ancora lunga.

La Commissione europea sottolinea che l'elevato debito pubblico ostacola gli investimenti strategici e limita la libertà di bilancio. Per un paese candidato come l'Albania, mantenere il debito pubblico a livelli controllati è essenziale per progredire nei negoziati di adesione all'Unione europea.

Con la nuova bozza di bilancio per il 2026, si prevede che il debito pubblico subirà alcune lievi modifiche.

In termini assoluti, si prevede un leggero aumento del debito, dovuto all'indebitamento pianificato nel corso dell'anno, raggiungendo circa 2.6 trilioni di lekë. In relazione al PIL, si prevede una lieve diminuzione del debito, passando da circa il 54.1% a fine 2025 a circa il 53.6% a fine 2026, grazie alle aspettative di crescita economica e di disciplina fiscale.

Il progetto di bilancio prevede un deficit del 2.3% del PIL e un saldo primario positivo, mantenendo il controllo sul debito e sostenendo la sostenibilità fiscale.

Nonostante il debito sia diminuito, il rapporto individua altri problemi legati alla gestione fiscale, quali:

  1. La politicizzazione delle nomine e la mancanza di trasparenza nel bilancio ostacolano il consolidamento strutturale.
  2. La corruzione e le debolezze della pubblica amministrazione restano sfide importanti.
  3. Scarsa capacità di gestire le spese in conto capitale, che pone il Paese in una situazione di vulnerabilità alle crisi e agli shock economici esterni.

Il rapporto evidenzia anche le sfide in altri ambiti, come l'istruzione, la gestione dei rifiuti, le competenze digitali e lo sviluppo sociale, che stanno migliorando ma sono ancora al di sotto degli standard dell'Unione europea.

L'Albania è riuscita a ridurre il debito pubblico da livelli allarmanti nel 2020, ma la sfida rimane ardua. La Commissione europea avverte che solo un'attenta gestione fiscale, accompagnata da riforme strutturali e trasparenza nella spesa, può garantire la sostenibilità a lungo termine e un reale progresso verso l'Unione europea./ acqj.al