Non solo le persone, ma anche il denaro stanno fuggendo dall'Albania!

L'Albania sta perdendo non solo persone, ma anche denaro. Con l'aumento dell'emigrazione, i capitali finanziari e i risparmi si spostano all'estero. Poiché le rimesse sostengono i consumi ma non lo sviluppo, l'economia diventa sempre più dipendente dall'estero. La domanda non è più chi se ne va, ma cosa resta.

Denada Jushi

Rapporti della Banca d'Albania e Banca Mondiale Questi dati dimostrano che la continua emigrazione degli albanesi verso i paesi europei non si è arrestata, ma, secondo questi ultimi, anche i capitali finanziari stanno emigrando.

L'anno 2025 ha segnato un nuovo record, per niente positivo. Secondo i dati della Banca d'Albania, elaborati da MonitorIl valore degli investimenti delle imprese albanesi all'estero ha raggiunto i 241 milioni di euro, con un incremento del 25% rispetto all'anno precedente. L'emigrazione di persone è accompagnata anche dalla fuga di capitali, con conseguente spostamento dell'attività economica all'estero.

Questo significa: meno denaro nel paese, più imprese che se ne vanno e si stabiliscono all'estero, meno fatturato e, di conseguenza, meno consumi, un effetto che colpisce ogni settore.

A Scutari, il proprietario di una sartoria ha deciso di trasferire la sua attività in Sudafrica. La carenza di manodopera, la mancanza di sostegno statale e le infrastrutture inadeguate lo hanno spinto a prendere questa decisione.

Ma questo fenomeno non si limita più ai singoli casi.

Secondo a Studio della Banca Mondiale e dell'INSTATOltre 1.6 milioni di albanesi vivono all'estero, mentre più di un terzo delle famiglie in Albania ha almeno un membro immigrato. In questo senso, l'emigrazione non è più una scelta individuale, ma una realtà strutturale che sta plasmando l'economia e la società albanese.

Un altro elemento influente è il modo in cui si svolge il processo migratorio.

Gli immigrati albanesi generano reddito all'estero, ma gran parte di questo reddito non ritorna in Albania sotto forma di investimenti. La Banca Mondiale sottolinea che gli immigrati tendono a risparmiare e investire nei paesi in cui vivono. Il capitale albanese, invece di contribuire allo sviluppo dell'economia nazionale, rafforza altre economie.

Tuttavia, il denaro che ritorna in Albania tramite le rimesse ha un ruolo sociale importante, ma non di sviluppo. Circa la metà delle famiglie albanesi beneficia delle rimesse, che costituiscono circa il 41% del loro reddito. Ma oltre il 90% di questo denaro viene utilizzato per i consumi quotidiani, mentre meno del 2% è destinato a investimenti o attività produttive.

Questo crea un modello economico di dipendenza, in cui il benessere delle famiglie si basa sul denaro generato all'estero, mentre l'economia nazionale non produce capitali sufficienti per crescere.

Allo stesso tempo, l'emigrazione non sempre si traduce in un capitale sostenibile. Sebbene gli emigrati guadagnino in media circa 2.5 volte di più all'estero che in Albania, l'elevato costo della vita fa sì che i risparmi reali siano molto inferiori alle aspettative. Infatti, oltre un quarto degli emigrati rientrati in Albania dichiara di non essere riuscito a risparmiare nulla durante il soggiorno all'estero.

In molti casi, l'emigrazione inizia come un investimento familiare. Il costo medio della partenza si aggira intorno a due stipendi mensili, mentre alcuni emigranti sono costretti a contrarre prestiti per finanziare il processo.

Nel frattempo, un altro problema che si sta aggravando è la perdita qualitativa del capitale umano.

Un terzo degli emigranti attuali e quasi quattro su cinque dei rimpatriati con un'istruzione superiore lavorano in posizioni inferiori alle proprie qualifiche. Ciò significa che l'Albania non sta perdendo solo persone, ma anche il valore reale delle loro competenze.

La mancanza di investimenti da parte della diaspora sta diventando sempre più evidente. Sebbene l'Albania abbia uno dei tassi di emigrazione più alti della regione, gli investimenti degli emigrati nel paese rimangono limitati. Ragioni come l'incertezza giuridica, il clima imprenditoriale e la mancanza di fiducia nelle istituzioni fanno sì che molti albanesi scelgano di non rimpatriare i propri risparmi nel paese d'origine. In questo modo, il capitale finanziario non solo se ne va, ma si consolida all'estero.

Questo fenomeno ha conseguenze dirette sull'economia albanese. L'emigrazione della forza lavoro, soprattutto di giovani e professionisti, è accompagnata dalla perdita di capitale umano, che rappresenta uno dei principali fattori di sviluppo. Parallelamente, anche il capitale finanziario – risparmi, investimenti e potenziale imprenditoriale – si sposta all'estero.

Allo stesso tempo, la struttura dell'economia albanese non riesce a trattenere questi capitali all'interno del paese. La crescita economica si basa principalmente su settori a bassa produttività come il turismo e l'edilizia, mentre l'economia informale rimane a livelli elevati, intorno al 29-33% del PIL.

Anche a un livello più ampio, l'Albania è ancora indietro rispetto agli standard europei. Il reddito pro capite è solo circa il 33% della media dell'Unione Europea e, ai ritmi attuali, ci vorranno decenni per raggiungere una reale convergenza.

In questo contesto, la fuga di capitali non è semplicemente una conseguenza dell'emigrazione, ma un sintomo di un modello economico che non riesce a creare opportunità competitive all'interno del paese.

La situazione in cui versa oggi l'economia albanese è motivo di preoccupazione per il futuro.

Un'economia che consuma più di quanto produce e dipende dai capitali stranieri è fragile e richiede un intervento immediato. Se questa tendenza dovesse continuare, il Paese rischia di rimanere intrappolato in un modello in cui l'immigrazione "alimenta" l'economia nel breve termine, ma la indebolisce nel lungo periodo.

Sono in corso dibattiti sull'immigrazione, ma la soluzione non risiede unicamente nel limitarla, bensì nel creare le condizioni affinché i capitali, sia umani che finanziari, abbiano opportunità concrete e competitive di essere investiti in Albania.

Affinché ciò avvenga, sono necessarie politiche chiare per attrarre investimenti della diaspora e migliorare il clima imprenditoriale, in modo che il denaro albanese possa contribuire a far crescere l'economia del paese, ponendola al di sopra di quella di altri paesi.acqj.al