Denada Jushi
Negli ultimi 5 anni, quasi ogni giorno i notiziari hanno riportato la notizia di funzionari o gruppi criminali indagati e assicurati alla giustizia. Ma è sufficiente? La domanda più importante rimane: perché la corruzione continua a prosperare in Albania?
Il rapporto pubblicato dal Centro per lo Studio della Democrazia e della Governance (CSDG) evidenzia i miglioramenti compiuti nelle indagini penali sui casi di corruzione. Tuttavia, il rapporto sottolinea che la lotta alla corruzione non dovrebbe limitarsi a colpire funzionari o gruppi criminali, ma dovrebbe estendersi al sistema stesso che la produce e la alimenta.
Una delle principali conclusioni del rapporto è che molti casi vengono classificati come corruzione di alto livello solo perché coinvolgono alti funzionari, mentre i danni economici e istituzionali reali causati spesso non vengono analizzati.
L'ambasciatore dell'UE in Albania, Silvio Gonzato, ha sottolineato la necessità di approfondire i danni economici causati dalla corruzione.
"Si parla molto dei costi della giustizia, ma non dei costi della corruzione e dei danni che essa provoca", ha affermato Gonzato.
Un altro elemento evidenziato nel rapporto è l'evoluzione della corruzione e dei meccanismi della criminalità organizzata. Oggi la corruzione non si manifesta più solo attraverso la classica concussione, ma anche attraverso l'utilizzo di procedure legali e meccanismi istituzionali per legittimare decisioni predeterminate.
Secondo il procuratore della SPAK Vladimir Mara, ciò rende più difficile individuare e dimostrare la corruzione.
Tuttavia, Mara ha sottolineato che la SPAK ha già messo in pratica l'avvio parallelo di indagini penali e contro il patrimonio.
"Il rintracciamento, la confisca e il sequestro dei beni rimangono una sfida e richiedono strumenti sofisticati", ha affermato Mara.
Il rapporto sottolinea che il problema principale rimane il sistema e non solo i singoli individui, poiché la corruzione in Albania è considerata un fenomeno strutturale.
Mara ha inoltre aggiunto che il congelamento dei beni è un elemento chiave nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata.
"Un funzionario può essere sostituito, un gruppo criminale può essere ristrutturato, ma se gli vengono confiscati i beni, allora il colpo è davvero duro", ha affermato.
Un altro dato emerso dal rapporto riguarda lo stretto legame tra corruzione e criminalità organizzata.
Per il giudice Engert Pellumbi del GJKKO, la corruzione e la criminalità organizzata dovrebbero essere considerate un fenomeno integrato, poiché la corruzione funge da ponte per le attività criminali.
"L'attenzione dovrebbe concentrarsi sul triangolo: Imprese - Alti funzionari - Criminalità organizzata", ha affermato Pellumbi.
Ha inoltre sottolineato che non dobbiamo accontentarci dei risultati finora raggiunti, ma che la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata deve essere costante e a lungo termine, dimostrando che le strutture speciali non hanno alcuna intenzione di fermarsi.
Il riciclaggio di denaro continua a rappresentare un grave problema, mentre la corruzione si concentra principalmente sugli appalti e sui progetti pubblici.
Per l'ambasciatore dei Paesi Bassi, Reinout Vos, le riforme non devono rimanere solo teorie o firme su carta, ma devono essere applicabili e a lungo termine per garantire il funzionamento di uno stato democratico.
In conclusione, il giudice Engert Pellumbi ha portato un messaggio ispirato a Victor Hugo:
"L'apertura di una scuola coincide con la chiusura di una prigione."
Questo messaggio ci ricorda che la lotta contro la corruzione e la criminalità non si vince solo contando gli arrestati o i condannati, ma educando la società e formando cittadini consapevoli.
Una società più istruita e consapevole produce più individui responsabili che funzionari corrotti.acqj.al