Redazione ACQJ
Il rapporto del 2025 della Direzione per la prevenzione del riciclaggio di denaro evidenzia un problema fondamentale presente da molti anni nell'economia albanese: in Albania, il denaro di provenienza incerta continua a trovare facili vie di ingresso nell'economia. Non necessariamente attraverso investimenti occulti o attività clandestine, ma spesso nei settori più visibili, come l'edilizia, il settore immobiliare, le imprese, i trasferimenti e l'ingente circolazione di denaro contante.
Sebbene negli ultimi anni le istituzioni abbiano rilevato un numero maggiore di movimenti finanziari sospetti rispetto agli anni precedenti, la questione ancora irrisolta è più ampia: quanta parte di questo fenomeno viene effettivamente controllata e quanta è ormai diventata una componente normale dell'economia?
Il rapporto non si limita a parlare di transazioni sospette. Tra le righe, descrive un'economia in cui il denaro spesso si muove più velocemente di quanto le istituzioni riescano a comprenderne l'origine. Riaffiorano gli stessi schemi che circolano da anni nelle discussioni sull'economia albanese: immobili acquistati con fonti poco chiare, trasferimenti internazionali privi di una logica economica apparente, aziende che raccolgono capitali in tempi brevi e un uso costante di contanti in un paese che opera ancora in gran parte al di fuori del sistema finanziario tradizionale.
A prima vista, i dati danno l'impressione di un sistema che si sta rafforzando. Ci sono più analisi, più casi segnalati e più allarmi rispetto agli anni precedenti. L'Albania si sta gradualmente avvicinando agli standard europei di monitoraggio finanziario. Ma più si approfondiscono i dettagli, più emerge un'altra contraddizione: le istituzioni stanno diventando più brave a individuare le anomalie, mentre l'economia che le produce sembra continuare a funzionare quasi con gli stessi meccanismi.
Il mercato immobiliare rimane sotto i riflettori. Da anni, il settore delle costruzioni è uno dei motori più visibili dell'economia albanese e al tempo stesso uno dei più difficili da comprendere appieno. Appartamenti venduti a prezzi non sempre in linea con il mercato, immobili acquistati e rivenduti rapidamente con notevoli differenze di valore, investimenti non chiaramente riconducibili a redditi dichiarati: questi sono schemi che si ripetono da anni, rapporto dopo rapporto.
E questo si ricollega a una domanda che a Tirana si sente da tempo: come viene finanziato questo boom edilizio? Come vengono finanziati questi grattacieli di decine di piani? In una città dove i prezzi degli appartamenti sono aumentati molto più rapidamente dei salari, la discussione non è più solo urbanistica. È anche sociale.
In alcuni casi analizzati dall'Unità di Informazione Finanziaria (UIF), individui o società hanno effettuato trasferimenti e investimenti non coerenti con l'attività o la capacità economica dichiarate. In altri casi, società di recente costituzione o con attività modesta hanno mostrato improvvisi aumenti di capitale o ingenti acquisizioni di beni. Tuttavia, dopo l'analisi, non è cambiato nulla.
Un altro elemento ricorrente è l'utilizzo di familiari, soci o terzi per effettuare depositi, trasferimenti o investimenti. In pratica, ciò crea distanza tra il denaro e il suo vero proprietario e, in un'economia in cui il controllo sulla titolarità effettiva rimane ancora parziale, queste strutture diventano molto difficili da rintracciare.
Alcuni casi sono legati al traffico di droga, all'evasione fiscale o ad altre attività criminali. Ma in molti altri casi, l'origine specifica del denaro rimane poco chiara. È proprio qui che risiede il limite maggiore delle istituzioni: riescono a distinguere i comportamenti che assomigliano al riciclaggio di denaro, ma non sempre riescono a dimostrare l'intera catena che li sottende.
E forse questo è il messaggio più interessante dell'intero documento. Il problema non appare più come una serie di casi isolati. Sembra piuttosto un modello economico che continua a produrre ampi spazi di incertezza ed elusione. Il rapporto descrive bene i modelli e i segnali d'allarme, ma molto meno la dimensione reale del fenomeno: quali settori presentano il rischio maggiore, quanto denaro circola effettivamente, quanti casi si concludono con sequestri o quanto sia efficace il collegamento tra segnalazione e sanzione.
In realtà, una transazione sospetta non è automaticamente un reato. Una società in rapida crescita non è automaticamente prova di riciclaggio di denaro. Ma quando gli stessi schemi si ripetono ripetutamente nei settori dell'edilizia, degli immobili, dei trasferimenti di denaro e dei trasferimenti internazionali, iniziano a rivelare qualcosa di più profondo sul funzionamento dell'economia albanese.
Un'altra lacuna che emerge dal rapporto è la prevalenza delle forme tradizionali di riciclaggio di denaro, ovvero il riciclaggio di denaro tramite beni immobili, bonifici bancari e contanti. Si parla molto meno di criptovalute, fintech, arte o forme più moderne di circolazione internazionale dei capitali, mentre la stessa Unione Europea sta rivolgendo sempre più la sua attenzione a questi settori.
Si parla altrettanto poco del ruolo dei professionisti che possono contribuire a occultare capitali: notai, commercialisti, avvocati o società che creano strutture aziendali. In molti Paesi questi sono considerati anelli chiave nel riciclaggio di denaro. Qui, invece, rimangono più in secondo piano, nonostante siano stati costantemente protagonisti di indagini giudiziarie in casi di riciclaggio di denaro o criminalità organizzata.
Ma la questione più importante non è quanti casi vengano identificati. La questione è cosa succede loro in seguito. Otto ordinanze di congelamento dei beni in un anno dimostrano che il sistema sta reagendo in alcuni casi. Tuttavia, si sa molto meno su quanti di questi casi si traducano effettivamente in sequestri, condanne o recupero dei beni.
Il divario tra l'individuazione del problema e la capacità di affrontarlo direttamente rimane ampio. L'Albania ha compiuto progressi nella creazione di meccanismi di segnalazione e nell'avvicinamento agli standard europei. Tuttavia, il reale impatto sull'economia informale e sul capitale criminale rimane difficile da misurare./ acqj.al