Assistenza sanitaria con strutture fittizie anticorruzione

In un settore in cui la corruzione è ampiamente percepita, le denunce formali sono quasi del tutto assenti. Il rapporto di monitoraggio di Together for Life rivela che nella sanità pubblica albanese i meccanismi anticorruzione esistono principalmente sulla carta, mentre la paura, la confusione istituzionale e la mancanza di fiducia tengono a bada le denunce.

Ida Ismail

L'associazione Together for Life ha presentato un rapporto di monitoraggio sul modo in cui le istituzioni pubbliche gestiscono le denunce e le segnalazioni di illeciti in materia di corruzione nel settore sanitario. Il rapporto evidenzia che, nonostante l'istituzione di strutture adeguate, le segnalazioni di illeciti in materia di corruzione da parte di cittadini e dipendenti, a differenza di riportato dai media, ne rimangono pochissimi.

In un momento in cui i cittadini si lamentano quotidianamente di non ricevere un servizio dignitoso nelle istituzioni sanitarie pubbliche, la quasi totale assenza di denunce di corruzione nelle istituzioni sanitarie pubbliche solleva più dubbi che certezze. Questo è il risultato principale del rapporto di monitoraggio, che ha analizzato il modo in cui le istituzioni sanitarie gestiscono denunce e segnalazioni di corruzione.

Secondo il rapporto, non sono state segnalate denunce formali di corruzione nelle istituzioni monitorate, ad eccezione di un caso isolato, di cui non è chiaro se si tratti di una denuncia autentica o meno. In un Paese in cui la percezione pubblica della corruzione nel settore sanitario è elevata, questo è visto come un segno di silenzio dovuto a paura, sfiducia o mancanza di informazioni.

Anche i dati HIDACCI rafforzano questo quadro: secondo il rapporto annuale 2024, sebbene siano state istituite e siano operative unità responsabili della rendicontazione nelle istituzioni pubbliche, non esiste alcuna segnalazione interna di casi di corruzione nel settore sanitario.

Per quanto riguarda le segnalazioni esterne effettuate direttamente all'HIDACCI, dal rapporto non risulta chiaro se le 6 segnalazioni effettuate contro istituzioni pubbliche siano state effettuate da dipendenti di istituzioni sanitarie.

La rappresentante dell'Alto ispettorato per la dichiarazione e il controllo dei beni e dei conflitti di interesse, Majlinda Thomaj, afferma che l'HIDACCI è stato coinvolto fin dalla fase iniziale di attuazione della legge sul whistleblowing.

"Attualmente, nell'anno di cui stiamo parlando, sono state create 194 unità responsabili nel settore pubblico e 540 unità responsabili nel settore privato", afferma.

Il monitoraggio di Together for Life evidenzia uno schema ricorrente in diverse istituzioni sanitarie:

  • L'Ospedale Universitario "Shefqet Ndroqi" dichiara ufficialmente di non aver ricevuto alcuna segnalazione, né scritta né elettronica. Il sito web ufficiale non dispone di un chiaro programma di trasparenza e non fornisce informazioni dirette su come denunciare la corruzione.
  • L'Istituto di sanità pubblica ha fornito una risposta parziale, affermando che non ci sono state denunce di corruzione, ma delegando la responsabilità delle informazioni a un'altra istituzione.
  • L'Ospedale Traumatologico Universitario non fornisce dati chiari sul numero di reclami. Né la risposta ufficiale né il sito web sono in grado di identificare alcun registro dei reclami.
  • L'ospedale psichiatrico di Elbasan ha istituito un comitato interno per la gestione dei reclami, ma secondo l'istituzione non è stato presentato alcun reclamo, né fisicamente né elettronicamente.
  • L'operatore dei servizi sanitari conferma che non sono state registrate denunce riguardanti corruzione o concussione.
  • La Cassa di Assicurazione Malattia Obbligatoria (FSDKSh) ammette di non disporre di una struttura dedicata ai reclami contro la corruzione. I reclami vengono gestiti in modo generale e delegati alle direzioni competenti, in assenza di un meccanismo specifico e indipendente.

Strutture che esistono solo sulla carta

Il rapporto evidenzia inoltre sovrapposizioni di ruoli e confusione istituzionale. In alcuni casi, le unità di whistleblowing, i coordinatori anticorruzione e gli organi di audit interno operano senza una chiara separazione dei poteri, talvolta addirittura affidati allo stesso dipendente. Ciò aumenta il rischio di conflitto di interessi e mina la credibilità del processo.

In altre istituzioni, le unità di gestione dei reclami esistono solo formalmente, senza personale, risorse finanziarie e capacità tecniche. Ancora più problematica è la dipendenza gerarchica di queste strutture dai vertici delle istituzioni, che ne mette in discussione l'imparzialità.

Sebbene la maggior parte delle istituzioni abbia adottato programmi di trasparenza ai sensi della legge sul diritto all'informazione, questi non includono elementi concreti per i reclami anticorruzione. Mancano registri pubblici dei reclami, formati standard per i reclami e informazioni chiare sulle procedure.

Il rapporto "Insieme per la Vita" conclude che nel settore sanitario esistono meccanismi di reclamo, ma non funzionano correttamente. Senza indipendenza, personale, trasparenza e una reale tutela dei whistleblower, queste strutture rischiano di rimanere mere formalità amministrative.

La raccomandazione principale è quella di elaborare una strategia interistituzionale completa, in collaborazione con la società civile, per promuovere una cultura della denuncia e garantire una reale protezione a coloro che osano parlare apertamente./acqj.al