Tutela del voto, il test dello SPAK

Denada Jushi

Una volta ogni quattro anni, attraverso il voto, la società sceglie il futuro, ma la cultura albanese non ha mai considerato il voto come la rappresentanza e la voce di tutti. Per questo lo vediamo spesso trasformarsi in uno strumento di compravendita, contaminando le elezioni. L'11 maggio in Albania si terranno le elezioni generali e il voto in borsa è uno degli argomenti più discussi della campagna. Ma a differenza delle campagne passate, quest'anno l'attenzione si è concentrata anche su un attore importante: SPAK.

Fin dall'inizio della campagna, la Procura speciale ha dichiarato di aver svolto un ruolo attivo nella tutela dell'integrità elettorale. Ma la domanda che resta è: questo impegno basterà a garantire un voto libero e il nostro Paese riuscirà a liberarsi dalle ombre che ogni volta oscurano i risultati delle elezioni?

Il 24 gennaio 2025, il leader dello SPAK Altin Dumani ordinò l'istituzione di una task force per le elezioni. Questa struttura è composta da un'unità centrale e da team investigativi in ​​tutte le 12 regioni del Paese, che comprendono procuratori, investigatori del BKH e investigatori finanziari. Gli obiettivi presentati sono ambiziosi: identificazione rapida delle prove penali, interruzione dell'influenza della criminalità organizzata, perseguimento penale degli alti funzionari coinvolti in reati elettorali e sensibilizzazione dei cittadini. A pochi giorni dall'11 maggio, lo SPAK ha già aperto e registrato 115 reclami, tra cui: reclami da parte di entità politiche, segnalazioni dalla Polizia di Stato, reclami dalla piattaforma online o reclami da parte di cittadini. Secondo SPAK, ci sono 25 reclami da parte di entità politiche, 35 reclami sono arrivati ​​sulla piattaforma online e sono stati registrati anche 35 procedimenti penali.

Cosa prevede la Task Force?

Per "Sinjalizo", SPAK ha anche rivelato la metodologia e le modalità con cui opererà questa Task Force, che è divisa in una struttura centrale da una parte e in gruppi investigativi dall'altra. I gruppi investigativi riferiranno alla struttura centrale e poi tutte le informazioni ricevute saranno segnalate al capo della Procura, Altin Dumani. Fonti investigative riferiscono che la SPAK sta portando avanti anche casi simili a quelli delle campagne passate. La giornalista Eni Ferhati porta all'attenzione il caso delle elezioni locali del 2019, in cui sono stati scoperti casi in cui i voti venivano dati in cambio di legalizzazioni o certificati di proprietà.

Ferhati afferma che, nonostante la volontà dimostrata dalla SPAK di utilizzare il metodo della flagrante, questo metodo è estremamente difficile, ma che l'impiego di procuratori sul campo serve più che altro come forma di prevenzione per tali organizzazioni. Tuttavia, i casi non sono mancati. Qualche giorno fa, un'indagine del genere è stata ufficialmente trasferita allo SPAK, in quanto collegata a un gruppo criminale strutturato sospettato di aver comprato voti a Lushnje.

Prove: come funziona il sistema di acquisto dei voti

AD è un ragazzo di 24 anni che quattro anni fa ha deciso di vendere il suo primo voto, tramite un suo amico.

“Vivo nella periferia di Tirana. Un amico mi ha detto che un partito politico si offriva di pagarmi se avessi votato. All'inizio l'ho preso come uno scherzo, ma poi ho mandato una foto della mia carta d'identità, ho mostrato loro il seggio elettorale e mi hanno chiesto di fotografare il mio voto se ne avessi avuto l'opportunità, ma non avrei dovuto fare problemi il giorno delle elezioni o prestare un "giuramento" dopo aver votato.”

Questa narrazione mostra chiaramente come il processo sia spogliato di qualsiasi illusione idealistica e ponga il voto sul terreno della contrattazione.

E mentre questo accade nella capitale, la realtà nel resto del Paese è ancora più problematica.

L'intimidazione degli elettori, soprattutto nelle zone rurali, resta un problema serio, di cui si parla da anni, ma che non è ancora stato risolto. Le indagini sono complesse e richiedono infiltrazioni, intercettazioni telefoniche e la collaborazione dei cittadini, cosa che nella pratica manca a causa della paura e della mancanza di fiducia nella giustizia. Un altro modo in cui gli abitanti delle zone rurali della regione di Scutari confessano è che ci sono politici che li hanno aiutati per anni con i pagamenti arretrati e che scelgono volentieri di sostenerli durante le elezioni sotto forma di quella che chiamano "gratitudine".

Un problema non solo legale: la dimensione sociale della vendita dei voti

La vendita dei voti non è semplicemente una violazione della legge, ma indica una ferita più profonda, un fenomeno che ha radici culturali e sociali. Nelle zone in cui la povertà è elevata, 200 euro possono valere più di un ideale democratico. La mancanza di fiducia, la sottovalutazione e l'incapacità di ascoltare i cittadini hanno trasformato questo rapporto in un rapporto di conformismo e profitto. Questa è una verità che poche istituzioni dichiarano apertamente, ma che ogni giornalista del settore si imbatte in ogni ciclo elettorale.

SPAK e CEC: partnership istituzionale, ma quanto efficace?

Il 27 febbraio è stato firmato un protocollo di cooperazione tra SPAK, CEC e Procura generale. Questo protocollo mira allo scambio di informazioni in tempo reale e al perseguimento penale di eventuali violazioni elettorali. La CEC ha descritto il voto come "l'espressione più diretta della sovranità civica". Ma una volta comprato questo voto, quanta sovranità rimane?

La diaspora è un nuovo terreno di indagine; per la prima volta, la SPAK ha dichiarato che perseguirà i reati elettorali anche al di fuori del territorio albanese. Resta da vedere se questo impegno si tradurrà in risultati concreti, ma si tratta di un passo importante in un momento in cui il voto degli immigrati è visto come un fattore elettorale chiave. In queste elezioni si sono registrati 232,613 elettori e non è ancora chiaro come procedere in caso di abusi da parte degli elettori.

Tuttavia, né lo SPAK né la CEC hanno risposto alla domanda su come procedere nei casi all'estero. Negli ultimi giorni sui social network sono comparsi diversi casi di fotografie di schede elettorali e degli enti per cui votano gli immigrati.

Il voto è tutelato dalla legge, ma si conquista con la cultura

SPAK è a terra. Ha strutture consolidate, ha strategie, ha collaborazioni. Ma la tutela del diritto di voto non è solo una battaglia legale, è anche morale, sociale e culturale. Un voto viene venduto quando le persone si sentono dimenticate, deluse e quando un sacco di farina vale più di vuote promesse elettorali.

La domanda che resta per l'11 maggio è: sarà questo il giorno in cui l'Albania sceglierà con il voto libero o con le buste imbottite?

Questo non dipende solo da SPAK, ma da ognuno di noi. Ogni cittadino deve essere consapevole che il suo voto non è in vendita, ma è uno strumento sacro che separa la libertà dalla sottomissione.

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