Albania nell'invecchiamento demografico: 74% di nascite in meno rispetto agli anni '90

In Albania nascono sempre meno bambini, mentre il Paese entra in una nuova era demografica. Dal drastico calo rispetto agli anni '90 al rapido invecchiamento della popolazione, i dati del 2025 mostrano un profondo cambiamento sociale ed economico che interessa non solo le aree rurali, ma anche i principali centri urbani del Paese.

Redazione ACQJ

L'Albania sta affrontando una profonda trasformazione demografica che si sta trasformando in una crisi strutturale a lungo termine. Il 2025 ha segnato una svolta significativa: a livello nazionale sono state registrate solo 21.425 nascite, circa l'8.1% in meno rispetto al 2024 e quasi 6mila nascite in meno rispetto al 2021. Se confrontato con i primi anni '90, quando il Paese registrava oltre 82mila nascite all'anno, il calo raggiunge circa il 74%, segnando una nuova era demografica per l'Albania.

A differenza degli anni precedenti, la contrazione non è più limitata alle aree remote o alle regioni tradizionalmente povere. I dati mostrano che il declino ha interessato anche i centri economici e industriali. Durazzo ha registrato un calo dell'11.7%, perdendo oltre 300 nascite in un anno, mentre Fier, Elbasan e Valona hanno registrato cali di oltre il 12%.

La più colpita è stata Dibra con il 20.4% di nascite in meno, seguita da Korça con il 18.5%. Tirana, pur rimanendo la regione con il numero più alto di nascite (8.830), ha registrato un calo del 2%, il che indica che il fenomeno è sistemico e non regionale. Nel sud, Argirocastro rimane a livelli minimi con solo 301 nascite all'anno, mentre Kukës e Berat seguono lo stesso trend negativo.

Gli esperti collegano questo sviluppo all'invecchiamento della popolazione e al significativo calo della fertilità, che secondo i dati Eurostat è scesa a 1.21 figli per donna, ben al di sotto del livello di sostituzione di 2.1. L'Albania ha anche registrato il più grande calo della fertilità in Europa dal 2012 al 2022.

L'INSTAT rileva che l'età media delle donne che partoriscono ha raggiunto i 29.5 anni, mentre l'età media della popolazione è salita a 44.3 anni, a dimostrazione di un invecchiamento della società.

I sociologi vedono il fenomeno come il risultato di una combinazione di fattori sociali, economici e culturali. Secondo Gëzim Tushi, l'emancipazione femminile e il cambiamento del modello familiare hanno fatto sì che la fertilità non sia più l'ideale principale della famiglia albanese, mentre l'aumento del costo della vita rende sempre più difficile la decisione di avere figli.

D'altro canto, la sociologa Marsi Simo ne evidenzia tre principali: l'individualismo e le nuove priorità personali, l'insicurezza economica e la mancanza di un sostegno strutturale per le donne lavoratrici, che hanno difficoltà a conciliare carriera e maternità.

I dati mostrano anche un calo della fertilità nelle fasce d'età 20-24, 25-29 e 35-39, mentre il tasso di riproduzione lordo è sceso a 0.59, indicando che le donne albanesi sono a circa il 41% di distanza dal livello di sostituzione. Rispetto ai paesi dell'Unione Europea,

L'Albania è in ritardo a causa della mancanza di politiche di sostegno alle giovani famiglie. I paesi dell'UE sono riusciti a mantenere tassi di natalità più elevati grazie a sussidi familiari, congedi di maternità più lunghi e incentivi fiscali, mentre in Albania le politiche di sostegno sono considerate tardive o inefficaci.

Le conseguenze di questo declino sono molteplici e incidono direttamente sull'economia e sulla struttura sociale. L'invecchiamento della popolazione comporta una forza lavoro più ridotta, una maggiore pressione sui sistemi pensionistici e sanitari e un aumento delle disuguaglianze regionali. Se l'attuale tendenza dovesse continuare, alcune aree rischiano un impoverimento irreversibile, mentre l'equilibrio tra le generazioni potrebbe cambiare significativamente.

L'anno 2025 potrebbe passare alla storia come il momento in cui l'Albania ha confermato l'ingresso in una profonda crisi demografica. Non si tratta più di una fluttuazione statistica, ma di una trasformazione strutturale che investe l'economia, il territorio e lo stesso modello sociale del Paese.

Senza politiche a lungo termine e misure concrete per sostenere le giovani famiglie e dare potere economico ai giovani, l'attuale contrazione rischia di diventare una realtà sostenibile per i decenni a venire.acqj.al